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PALAZZO REALI A LUGANO

MOSTRE

Riapre Palazzo Reali Una nuova sede per il MASI Lugano www.masilugano.ch. Il Museo d’arte della Svizzera italiana inaugura la nuova sede di Palazzo Reali: chiusa per lavori di ristrutturazione nel 2016, ha  riaperto al pubblico con due giornate di porte aperte e un allestimento composto da opere significative della collezione. La ristrutturazione è stata fatta dall’Amministrazione cantonale sotto la regia dell’architetto Piero Conconi, interessando gli spazi amministrativi, gli impianti d’illuminazione, di climatizzazione e la grande vetrata a pianterreno. Quest’ultima assieme alle aperture su Via Canova, precedentemente oscurata, contribuisce oggi a illuminare le sale, mettendo in dialogo l’interno dell’edificio con lo spazio urbano circostante. All’interno della storica dimora di proprietà del Cantone Ticino trovano ora spazio gli uffici, le sale espositive, un atelier creativo, un laboratorio di restauro, una biblioteca, distribuiti su tre piani. Accanto agli spazi moderni presso il centro culturale LAC Lugano Arte e Cultura, gli ambienti di Palazzo Reali saranno dedicati alla collezione permanente e a progetti legati ad artisti locali e di respiro internazionale, che prediligono gli ambienti raccolti di una dimora storica. Le due sedi consentiranno al MASI di offrire una proposta culturale continua e variegata e di raggiungere un pubblico sempre più ampio. L’allestimento della collezione permanente,

curato da Cristina Sonderegger, si sviluppa sui tre piani espositivi, testimoniando la storia del MASI con documenti audiovisivi provenienti dagli archivi della Radiotelevisione svizzera e presentando una selezione di opere significative della raccolta, raggruppate per autore, per nuclei tematici, periodi storici e correnti artistiche. La pittura di ritratto nell’Ottocento, il Simbolismo, il Ritorno all’ordine degli anni Venti, la fotografia degli anni Trenta, l’Espressionismo, sono alcuni degli approfondimenti che, sala dopo sala, scandiscono il percorso espositivo. L’allestimento porta alla luce l’intervento a parete di Niele Toroni, Impronte di pennello n. 50 ripetute a intervalli regolari, realizzato per l’apertura al pubblico del Museo Cantonale d’Arte nel 1987 e restaurato per l’occasione, e ospita il monumentale Spartaco di Vincenzo Vela vicino al grande dipinto Golena del giovane artista ticinese Marco Scorti e una Deposizione lignea risalente al XIV–XV secolo.

 
 
 
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